Rossini Ouvertures


Rossini Ouvertures

“ROSSINI OUVERTURES”

Coreografia e regia Mauro Astolfi
Musiche Gioachino Rossini
Disegno Luci Marco Policastro
Set concept Mauro Astolfi, Marco Policastro
Realizzazione scene Filippo Mancini/CHIEDISCENA Scenografia
Disegno Costumi Mario Laterza, Verdiana Angelucci
Realizzazione Costumi Verdiana Angelucci
Assistente coreografa Alessandra Chirulli

Una produzione Spellbound realizzata con il Contributo del Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali e del Turismo in collaborazione con il Comune di Pesaro & AMAT

Debutto – Prima Mondiale: 25 Febbraio 2017

Teatro Rossini – Pesaro

“La lettura della cronaca dell’epoca sulla vita di Gioacchino Rossini, quello che di lui dissero altri grandi compositori, in special modo Beethoven , ha acceso il mio interesse per conoscere l’aspetto psicologico dell’uomo Rossini. Mazzini lo definì : “un titano di potenza e di audacia, il Napoleone di un’epoca musicale”. Wagner disse che “ fu il primo, vero, grande, venerabile uomo mai incontrato nel mondo della musica”.
Una personalità così potente e incredibile capace di comporre in soli 13 giorni il Barbiere di Siviglia mi ha letteralmente riempito la testa di suggestioni, di immagini, di simboli, di scene non legate alle singole opere del musicista, ma piuttosto un atterraggio su quel mondo, un’esplorazione per cercare, “vedere” attraverso le potenti immagini sonore di Rossini, lasciarmi trasportare da tutta quella forza e poter immaginare per un attimo di averlo conosciuto!
Rossini fu disconosciuto nell’epoca in cui il pubblico ancora si riconosceva in una produzione destinata al consumo immediato, che riflettesse le aspirazioni di una società in trasformazione; una produzione, in qualche modo, interessata al “realismo”. Oggi invece il pubblico crede meno in una produzione contemporanea e si reca a teatro principalmente alla ricerca di un’evasione estetica e insieme “culturale” dalla vita quotidiana.
E’ verosimile che gli ideali estetici di Rossini, volti al conseguimento del sublime, si trovino in immediata sintonia con quelli “antirealistici” dello spettatore moderno.
In questa direzione, leggendo di questa storia di questo straordinario artista che improvvisamente sparisce dalle scene…come da una semplice conversazione e poi ritorna esclamando.. “ Allora dove eravamo rimasti?” ..tutto questo è in questo progetto dove Spellbound percorre la strada di un sogno fatto di tanti.